Sclerosi laterale amiotrofica (SLA): importante scoperta genetica

Circa il 5% dei casi di SLA è a trasmissione ereditaria diretta e finora sono stati identificati nelle varie famiglie colpite 5 geni diversi la cui mutazione o malfunzionamento causano la malattia (SOD1, TARDBP, FUS, OPTN, VCP). I geni finora noti sono responsabili di circa un quarto dei casi familiari, quindi di circa 1-2% dei casi totali. Si è ora aggiunto un nuovo gene (C9ORF72) che sembra responsabile di una parte più sostanziale, se non della maggior parte, dei casi familiari (metà dei casi familiari finlandesi, un terzo di quelli europei). Due indipendenti consorzi di ricerca internazionali (uno guidato dall'Università di Vancouver e dalla Mayo Clinic, l'altro da dipartimenti di ricerca dello statunitense National Institute of Health, con la partecipazione di una serie di importanti università e istituti europei - britannici, finlandesi, olandesi, italiani e tedeschi) hanno ora pubblicato la nuova scoperta sulla rivista Neuron.

C9ORF72 è il gene responsabile dei casi che già in precedenza erano stati localizzati sul cromosoma 9 e che causano sia SLA sia una demenza frontotemporale caratterizzata da depositi intraneuronali della proteina TDP-43, importante quando l'informazione genetica del DNA viene trascritta nelle proteine. E' molto interessante il tipo di anomalia genetica che porta alla neurodegenerazione: si tratta di una cosiddetta 'espansione' di un breve tratto del DNA del gene C9ORF72 (esattamente un tratto di soli sei acidi nucleici, la cui sequenza in individui sani è ripetuta fino a circa 20 volte ma in persone affette da SLA o demenza frontotemporale è ripetuta fino a 1.600 volte nello stesso punto di DNA). Questa ripetizione anomala probabilmente causa una trascrizione anomala della proteina o delle sue varianti oppure causa la precipitazione di RNA (sequenza di acidi nucleici intermedia tra DNA e proteina) nelle cellule con possibile tossicità sulla cellula stessa. Meccanismi tutti ancora da chiarire nei dettagli, com'è da chiarire anche la funzione fisiologica della proteina codificata da C9ORF72, finora completamente sconosciuta. Si sa solo che è presente nella maggior parte dei tessuti e nel cervello. Simili espansioni di sequenza DNA sono state trovate in altre malattie neurologiche come la distrofia muscolare miotonica, una variante della sindrome dell'X fragile con tremore e atassia e varie forme di atassia spino-cerebellare (SCA). Rappresentano un obiettivo molto importante dell'attuale ricerca genetica neurologica perché elemento centrale della degenerazione e infine della morte cellulare (che nel caso della SLA poi causa l’atrofia e paralisi dei muscoli, in quanto non più in contatto con i loro neuroni).

Schermata 09-2455828 alle 09.44.59 Cosiddetti “Nuclear RNA foci” (rossi) nei nuclei cellulari (blu) in un paziente con distrofia miotonica (immagine da Mankodi et al., Circulation Research, 2005).

La caratterizzazione di C9ORF72 come gene che causa la maggior parte dei casi di SLA familiari (che rappresentano una piccola minoranza dei casi totali) è importante perché documenta il legame genetico tra SLA e demenza frontotemporale e perché individua un nuovo obiettivo per il design di eventuali approcci terapeutici. Scoperte di geni nuovi comportano sempre anche nuove aperture di ricerca sulla maggioranza dei casi non familiari in cui questi geni non sono coinvolti come causa principale. Bisogna comunque dire che per le altre patologie sopra descritte, di cui si conoscono da molti anni simili meccanismi genetici, non è nato finora alcun approccio terapeutico concreto. La strada sarà purtroppo ancora molto lunga anche nel caso della SLA.

Incredibilmente distorta in una sorta di ingiustificato autocompiacimento, come spesso accade, la comunicazione della notizia da parte della stampa italiana: "Scoperto alle Molinette il gene che causa la SLA". Ci sono, in uno dei due consorzi, co-autori italiani (esattamente 4 su 76 autori complessivi) da Torino (Adriano Chiò, Gabriella Restagno), Roma (Mario Sabatelli) e Cagliari (Giuseppe Borghero) che hanno contribuito fornendo campioni di DNA delle famiglie da loro seguite, precisamente 29 su centinaia di campioni familiari analizzati da uno dei due consorzi. Viene nominato anche il consorzio ITALSGEN, composto da una serie di medici e ricercatori italiani. Contributi importanti. Ma non una scoperta delle Molinette con qualche partecipazione USA come Repubblica e altri fanno intendere.

Ecco i due lavori appena usciti:

Renton et al
DeJesus-Hernandez et al

Brainforum 2011 - la rivoluzione del cervello

Da segnalare una notevole iniziativa per promuovere la conoscenza del nostro cervello e spiegare i suoi segreti a persone non esperte ma affascinate: si è appena tenuta a Milano BrainForum2011, una conferenza di alto livello in cui neurologi e neuroscienziati italiani e stranieri hanno per due giorni presentato il loro lavoro e le sfide e frontiere scientifiche che oggi incontrano. BrainForum ha l’obiettivo di coinvolgere in Italia un numero sempre maggiore di persone nell’avventura delle neuroscienze e si rivolge esplicitamente ad un pubblico largo. Gli affascinanti interventi potevano essere seguiti con traduzione simultanea in diretta su web e sono ora disponibili in video a questo indirizzo.


E’ inoltre nato un libro, sempre rivolto ad un pubblico non esperto, in cui rinomati neuroscienziati italiani spiegano il cervello, le sue funzioni e i suoi disturbi con una selezione molto interessante di argomenti che coprono molti aspetti del funzionamento cerebrale. Tra l’altro si spiegano emozioni, ragione e passione, il linguaggio, ma anche le più sofisticate tecniche di imaging funzionale oggi a disposizione dei ricercatori. Il libro è gratuito e può essere scaricato
qui.

rivoluzione_cervello


Lettura fortemente raccomandata, molto ben fatto. Una bellissima iniziativa e introduzione allo stato dell’arte delle neuroscienze.

BrainForum 2011


Agomelatina (Valdoxan, Thymanax): melatonina con brevetto? O nuovo antidepressivo?


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Dopo l'approvazione da parte dell'agenzia europea del farmaco
EMEA è da alcuni giorni in commercio anche in Italia (categoria C, non rimborsabile dal servizio sanitario nazionale) l'agomelatina (Valdoxan, Thymanax), un nuovo farmaco proposto come antidepressivo di nuova categoria, agonista della melatonina, ossia ‘antidepressivo melatoninergico’.

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Stenosi della carotide: terapia chirurgica prima opzione

Sono stati ieri pubblicati sul New England Journal of Medicine gli attesi dati di un ulteriore studio che confronta efficacia e sicurezza dell’angioplastica carotidea (PTA = angioplastica transluminale percutanea, ossia dilatazione della stenosi con un palloncino introdotto dall’inguine con applicazione di un dilatatore - stent) con il tradizionale intervento chirurgico dell’endarteriectomia o trombendarteriectomia (CEA o TEA) carotidea.

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XCell-Center: da evitare

Aggiornamento aprile 2011:

Dopo la morte di un bambino di 18 mesi provocata da un’iniezione intracerebrale di cellule staminali e le continuate proteste da parte delle organizzazioni professionali basate soprattutto sulla mancanza totale di una prova di efficacia delle sue terapie, XCell-Center è stata chiusa dalle autorità locali in accordo con il ministero di salute della Renania-Westfalia.


La
Società Tedesca di Neurologia ha pubblicato un nuovo avviso internazionale per sconsigliare le terapie pubblicizzate anche in Italia da XCell-Center, v. anche la precedente news su neurologia.it

Il motivo principale è la mancanza totale di una prova dell’efficacia di una proposta terapeutica che sfrutta le speranze legate alle cellule staminali, ma in assenza di studi clinici è da classificarsi tra inganno, truffa e ciarlataneria.

Ulteriori informazioni

Comunicato stampa in inglese

Sclerosi multipla e CCSVI - importante conferma

Non si parla di altro tra chi si occupa di sclerosi multipla. Sarà vero? Sarà la sclerosi multipla alla fine causata da un’insufficienza venosa (CCSVI) e non più ‘solo’ una malatttia auto-immunitaria? Al contrario del dogma scientifico costruito in tanti anni? Forse le ipotesi scientifiche attuali saranno da modificare. E dovranno almeno considerare e integrare le osservazioni di Zamboni che sembrano essere state confermate da un gruppo di ricerca statunitense.

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Sclerosi multipla da insufficienza venosa (CCSVI)?

Paolo Zamboni, brillante chirurgo vascolare dell'Università di Ferrara, propone, in collaborazione con colleghi neurologi dell'ospedale Bellaria di Bologna, un approccio radicalmente alternativo alla comprensione, diagnosi e terapia della sclerosi multipla. In una conferenza a Londra spiega nel 2006 la sua "grande idea": le placche della sclerosi multipla sarebbero nel meccanismo della loro formazione simili alle ulcere croniche delle gambe che lui conosce bene e sul cui meccanismo di formazione ha lavorato e pubblicato molto, un'infiammazione cronica causata da un'insufficienza venosa, un riflusso o ristagno del sangue sulla sua via di ritorno dal cervello al cuore.

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40. Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN) a Padova

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Il congresso annuale della Società Italiana di Neurologia, prossimamente a Padova, rappresenta l'evento nazionale più importante della ricerca neurologica italiana ed è uno specchio di quel che succede nel campo. Il programma scientifico può essere scaricato dal sito della SIN. Ha 232 pagine che annunciano una vasta gamma di simposi, conferenze didattiche e presentazioni scientifiche sotto forma di circa 1200 comunicazioni orali e poster. Come orientarsi in questa infinità di contenuti? Come tentare un riassunto del programma? Come capire chi conta e chi lavora nella scena della neurologia accademica italiana? Sembra non facile. Ecco un tentativo tramite un generatore di "Word cloud" con una rappresentazione visiva maggiore per le parole più frequenti (e con ciò, si presume, più importanti). Le parole analizzate riflettono la lingua inglese, lingua della scienza e ricerca internazionale e perciò giustamente usata anche nel programma della SIN. La maggior parte dei termini è comunque perfettamente comprensibile anche per chi parla solo italiano e conosce la terminologia medica. Qui sopra le 30 parole più frequenti analizzando l'intero programma. Ben evidenti i maggiori poli universitari tra Roma, MIlano, Padova, Genova, Firenze, Bari e Napoli. Spicca un singolo nome (Comi), quello più presente tra gli autori delle comunicazioni scientifiche. Spiccano ovviamente i pazienti, senza di loro la neurologia sarebbe inutile. Le parole 'Case' e 'Report' indicano che molti contributi non sono proprio ricerche o studi, ma 'case report', la semplice presentazione di singoli casi clinici degni di nota nella discussione tra esperti. E spiccano quelle due patologie che rappresentano gli argomenti più trattati: la sclerosi multipla e lo stroke (ictus). E infine la pausa pranzo. La neurologia ovviamente è molto più vasta e differenziata. Tentiamo perciò un'analisi più dettagliata.

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XCell-Center: terapia sconsigliata

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Sempre più spesso mi contattano pazienti per avere maggiori informazioni sulle terapie a base di cellule staminali adulte, propagate anche in Italia da
XCell-Center, tramite pubblicità sui motori di ricerca come Google. Ricercando infatti per "staminali Parkinson", "staminali Alzheimer" oppure "staminali ictus", gli annunci di Xcell-Center appaiono come primo risultato e collegano a un sito italiano in cui si presenta, con aura di scientificità e serietà, una clinica privata con sedi a Colonia e a Düsseldorf, in Germania. Si propongono terapie per le più svariate indicazioni neurologiche tra cui ischemia cerebrale, Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica e perfino lesioni del midollo spinale. Il procedimento è sempre lo stesso: basterebbe raccogliere cellule staminali adulte dal midollo osseo del paziente stesso e reiniettarle, o endovena (costo di 7.500 Euro) oppure direttamente nel liquor cerebrospinale tramite puntura lombare (costo di 26.000 Euro da anticipare). Non ci sarebbe alcun rischio o effetto collaterale importante. Sarà vero. Ma non c'è neanche alcun beneficio, oltre a un possibile effetto placebo temporaneo che si può avere con investimenti molto più modici, ad es. andando da un bravo omeopata. In un paese in cui l'omeopatia gode di grande stima, anche la terapia con le proprie cellule staminali può essere praticata da chiunque abbia una laurea in Medicina. Questo non significa che abbia un effetto. Manca infatti (anche se sul sito si tenta di crearne l'apparenza) qualsiasi prova o studio pubblicato sull'efficacia delle terapia qui proposta. E' poco probabile che una cellula del midollo osseo trovi magicamente la sua strada inserendosi proprio in quelle piccole aree cerebrali in cui si ha, ad es. nel Parkinson, una degenerazione di alcuni neuroni. Con un comunicato stampa pubblicato oggi in prima pagina sul suo sito, la Società tedesca di Neurologia sconsiglia esplicitamente le terapie offerte da Xcell-Center, definendole prive di efficacia e appellandosi alla legge perché vieti in futuro tali offerte terapeutiche. Perfino la televisione pubblica tedesca ZDF ha affondato in un recente servizio le pratiche e le improbabili promesse di XCell-Center.

Efficace l'agopuntura nelle cefalea
Anche a 'stile libero'

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Due (1,2) nuove revisioni di letteratura della Cochrane Collaboration (l'autorevole istituzione internazionale che valuta le pubblicazioni della ricerca medica per il loro significato reale nella formulazione di raccomandazioni terapeutiche) confermano che l'agopuntura è utile nella prevenzione della cefalea sia di tipo emicranico sia di tipo muscolo-tensivo. Come già è stato trovato in passato (v. questa notizia su neurologia.it), non è necessario che venga seguito un certo protocollo o che gli aghi vengano inseriti secondo la dottrina cinese. Basta inserirli, sono infatti efficaci anche le agopunture eseguite come controllo, ad inserzione libera. Il trattamento ad ago (cinese o 'stile libero') perciò può essere un utile complemento alla farmacoprofilassi dell'emicrania. Sono probabilmente meccanismi multipli che mediano l'effetto analgesico dell'agopuntura, tra cui possibilmente la liberazioni di endorfine e l'induzione di ricettori opioidi. Una recente review degli studi effettuati conclude che il quadro attuale delle conoscenze è un gran puzzle ancora da risolvere.

Paralisi facciale di Bell: farmaci antivirali di scarsa efficacia. Utile il cortisone.

E stato pubblicato ora il secondo grande studio controllato e randomizzato sull'uso di un farmaco antivirale (valaciclovir) nella paralisi idiopatica facciale, in cui un'infiammazione acuta del nervo facciale comporta una ridotta mobilità della muscolatura facciale e una ridotta capacità di chiudere la palpebra dal lato affetto (paralisi di Bell). Come un precedente studio molto simile precedente molto simile con aciclovir, il trattamento antivirale si è dimostrato inutile. I due studi hanno anche valutato l'effetto del cortisone verso placebo con un netto e significativo beneficio della terapia cortisonica (che prima non era ben dimostrato tramite studi controllati). Il quadro non è completamente chiaro: due altri studi (1, 2), eseguiti su meno pazienti e perciò meno significativi, indicano un beneficio della terapia antivirale, che attualmente non viene comunque generalmente raccomandata. Potrebbe essere eventualmente considerata su base individuale con sintomi severi (paralisi completa) e soprattutto se iniziata precocemente. Tutti gli studi considerano la paralisi 'idiopatica', in cui non è presente un'infezione da Herpes zoster o Herpes simplex, infezioni che possono causare paralisi facciali e che chiaramente necessitano di terapia antivirali.

Sclerosi multipla: nuovi anticorpi (rituximab)

Mentre molti pazienti con sclerosi multipla con le attuali terapie immunomodulatori (beta-interferone e copaxone) hanno un decorso relativamente mite della loro malattia, una minoranza può sviluppare un quadro clinico severo con recidive frequenti e rapido avanzamento dei deficit neurologici. Fino ad alcuni anni fa non vi erano rimedi in questa situazione e l'unica opzione erano ripetuti corsi di cortisonici ad alto dosaggio e un eventuale aumento del dosaggio di beta-interferone. Continua...

La riscoperta del litio

Il litio è un elemento metallico molto reattivo. Il filmato sotto dimostra un classico esperimento di chimica in cui un blocco di litio si incendia quando viene a contatto con l'acqua.

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Cliccare sull'immagine per visualizzare il filmato


Per questa sua reattività il metallo in natura non si trova in forma pura, ma sotto forma di sali di litio che si trovano anche in molte acque minerali. In basse concentrazioni è contenuto anche nei tessuti e nel siero, anche se non è nota una sua funzione fisiologica. Più noti sono invece i suoi effetti neurologici, o meglio di un suo sale, il carbonato di litio che dagli anni Sessanta viene impiegato in psichiatria come stabilizzatore dell'umore nel disturbo bipolare e in neurologia nella prevenzione della cefalea a grappolo. Questo recente studio italiano propone l'uso del litio nella sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa che purtroppo finora manca di una terapia efficace.

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Ischemia cerebrale, demenza vascolare e acido urico: causa o solo un marker?

Sull'ultimo numero di Neurology è pubblicata una nuova ricerca sul ruolo dell'acido urico come fattore di rischio cerebrovascolare. Vari studi recenti (1, 2, 3)hanno già indicato che elevati livelli di acido urico sono un fattore prognostico sfavorevole nell'ischemia cerebrale acuta... Continua...

Fibromialgia: un nuovo farmaco

La fibromialgia è caratterizzata da dolori muscolari diffusi e stanchezza in assenza di alterazioni patologiche a livello del muscolo e in assenza di segni di infiammazione. È dovuta ad un'alterata percezione sensitiva con un abbassamento della soglia di dolore. Colpisce soprattutto le donne e causa anche insonnia, senso di rigidità muscolare al risveglio, cefalea e parestesie agli arti. Ultimamente vengono considerate anche le alterazioni cognitive associate alla fibromialgia, come il senso di 'mente annebbiata - Fibrofog' con difficoltà di concentrazione e di memoria, che probabilmente sono conseguenti ai disturbi del sonno e alla sofferenza cronica dovuta al dolore. Sulla base di due studi (1, 2) randomizzati con 1800 pazienti, la Food and Drug Administration (FDA) ha ora concesso l'uso di pregabalin (nome commerciale Lyrica) anche per la fibromialgia ed è la prima volta che un farmaco negli Stati Uniti riceve l'approvazione con l'indicazione della fibromialgia.
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Stenosi della carotide: angioplastica raccomandabile solo per casi selezionati

L'angioplastica transluminale percutanea (PTA), in cui un palloncino gonfiabile introdotto tramite catetere dilata una stenosi dell'arteria carotide e il posizionamento di uno stent (dilatatore) tiene il vaso pervio, è sempre più usata anche per il suo carattere meno invasivo rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale, l'endarteriectomia o trombendarteriectomia (CEA, TEA) carotidea. I risultati di due studi clinici (studio SPACE e studio EVA-3S) ora pubblicati consigliano comunque un atteggiamento cauto nell'impiego dell'angioplastica carotidea. Continua...

Sindromi paraneoplastiche in neurologia

Le sindromi neurologiche paraneoplastiche (PNS) sono una delle tematiche più pubblicizzate in occasione del congresso annuale della Società Italiana di Neurologia attualmente in corso a Bari. Questo con buoni motivi, sia perché sono poco conosciute ma eventualmente curabili, sia perché sotto la coordinazione italiana (IIa Clinica Neurologica dell'Università di Padova) e con il supporto finanziario della Comunità europea si è creata una rete di collaborazione internazionale tra vari ricercatori e centri internazionali con l'obiettivo di promuovere la ricerca e le conoscenze in questa materia. La PNS Euronetwork ha svolto un lavoro efficace e dopo aver creato nel 2004 nuovi criteri diagnostici ha ora pubblicato una serie di raccomandazioni di 'buona pratica' nella gestione delle PNS più frequenti (encefalite limbica, degenerazione cerebellare, neuropatia sensitiva subacuta, opsoclono-mioclono, sindrome miastenica di Lambert Eaton, neuromiotonia).
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Emicrania: diagnosi facile

L'emicrania è la più importante forma di cefalea invalidante ed episodi acuti di emicrania spesso scatenano una serie di interventi sanitari (pronto soccorso, ricovero, risonanza magnetica, TAC, Doppler), fondamentalmente inutili quando la diagnosi di emicrania è certa. La grande maggioranza delle persone con emicrania non presenta alcuna alterazione negli esami e la diagnosi di emicrania è basata sui sintomi e non sul risultato di particolari esami strumentali o di laboratorio. Un'analisi di letteratura pubblicata oggi su JAMA (Giornale dell'Associazione Medica Americana) sottolinea di quanto in fondo sia facile la diagnosi di emicrania.Continua...

Natalizumab (Tysabri) approvato in Europa

L'agenzia europea del farmaco EMEA ha appena approvato l'uso (nome commerciale Tysabri) in Europa. Il natalizumab è un anticorpo contro la integrina alfa 4, una molecola adesiva che intermedia la migrazione dei linfociti nel tessuto nervoso. Il farmaco è di facile somministrazione (una volta la mese), molto efficace per ridurre l'attività infiammatoria, ma purtroppo può causare un serio e letale effetto collaterale, la PML (leucoencefalopatia multifocale progressiva). Continua...

Sclerosi multipla e gravidanza - nuovi dati sul beta-interferone

Due terzi dei pazienti con sclerosi multipla sono donne, di cui la maggioranza in età fertile al momento della diagnosi. Un'importante e frequente domanda è perciò se continuare la terapia con beta-interferone durante la gravidanza e come comportarsi in caso di gravidanza imprevista durante la terapia. Continua...

Emicrania e agopuntura - non importa il metodo

L' emicrania è la causa più frequente di cefalea invalidante e sono molte le terapie di prevenzione, dall'eliminazione dei fattori scatenanti (soprattutto il fumo) all'uso di certi farmaci (soprattutto beta-bloccanti, calcio-antagonisti e antidepressivi triciclici) e a una serie di approcci 'alternativi'. Mentre per l'omeopatia o (peggio) i popolari 'fiori di Bach' manca qualsiasi prova di efficacia (non basta il racconto dell'amica...), è diversa la situazione per l'agopuntura, che sembra dare un certo sollievo.Continua...

Mild cognitive impairment - Vitamina E e donepezil non servono

In concomitanza con la conferenza annuale della American Academy of Neurology (AAN) a Miami vengono ora pubblicati sul New England Journal of Medicine i dati completi del più grande studio multicentrico finora effettuato per individuare farmaci di prevenzione contro la malattia di Alzheimer. Continua...

Two hands - suonare a due mani

Di distonia si parla quando determinati gruppi muscolari si contraggono in modo involontario, ricevendo dal cervello segnali non appropriati per attivarsi. Riguardano spesso solo una parte del corpo (distonia focale), ad es. le palpebre (blefarospasmo) oppure i muscoli del collo (torcicollo spasmodico).Continua...

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