La tomografia ad emissione di positroni (PET) è costosa ed è disponibile solo in alcuni centri universitari specializzati. Usa composti radioattivi e visualizza il decadimento di queste molecole radioattive. Il decadimento libera positroni (elettroni positivi) che a loro volta, scontrandosi, liberano radiazioni elettromagnetiche (gamma). Le radiazioni gamma sono registrate ed elettronicamente elaborate per comporre immagini che ne indicano l'origine nel cervello. La PET è perciò in grado di visualizzare quale regione cerebrale accumuli la sonda molecolare ('tracer') impiegata. Così è possibile, ad es. con l'uso di glucosio radioattivo, visualizzare regioni cerebrali che hanno un metabolismo particolarmente attivo in un determinato momento (fisiologicamente durante l'esecuzione di un particolare compito, o patologicamente nel caso di focolai epilettici o tumori). Altrimenti si può rilevare una perdita di attività legata ad es. a processi neurodegenerativi come la malattia di Alzheimer. Per quanto riguarda l'esame dell'attività cerebrale, la PET viene sempre più sostituita dalla risonanza magnetica funzionale, che ha un potere risolutivo temporo-spaziale migliore e non richiede l'uso di composti radioattivi. La PET rimane però importante per lo studio scientifico del legame di certi farmaci a determinati tipi di recettori cerebrali.



Tipica immagine di un esame PET che rappresenta l'attività metabolica cerebrale. La corteccia cerebrale e il cervelletto mostrano un'attività elevata (rosso), mentre le strutture profonde sono meno attive (verde e blu).

La SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli) è una tecnologia simile alla PET ma più semplice, che usa composti radioattivi che emettono direttamente radiazioni gamma. Può essere impiegata per visualizzare una riduzione dell'attività cerebrale causata da malattie neurodegenerative e per confermare la loro diagnosi. Può anche aiutare a evidenziare processi di neurodegenerazione focali come le demenze fronto-temporali. Non è richiesta comunque nella diagnosi di routine, perché nella maggior parte dei casi (malattia di Alzheimer e demenze cerebrovascolari) non aumenta la precisione diagnostica.

© 2014 Dr. Reinhard Wilhelm Prior
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