Dormire bene e svegliarsi bene

Quiviviq
Difficoltà con il sonno sono frequentissime anche in chi altrimenti non ha problemi, e non pochi pazienti arrivano da me proprio per questo, per migliorare il loro sonno e riposo notturno. Un disturbo del sonno spesso è anche un indicatore sensibilissimo e precoce di una sindrome depressiva in via di sviluppo o di ritorno, può essere l’unico sintomo di una depressione latente. Nelle depressioni manifeste e accentuate il sonno è sempre disturbato, la qualità del sonno è uno di 10 punti ad es. della molto utilizzata scala di Montgomery-Asberg per quantificare la gravità delle depressioni. Disturbi del sonno possono essere di varia
a cura del Dr. Reinhard Prior - Specialista e Docente di Neurologia

Studio di Neurologia Roma
Studio di Neurologia Bari

natura: non riuscire ad addormentarsi, risvegliarsi spesso la notte senza riaddormentarsi subito, svegliarsi troppo presto la mattina, non essere riposati o sentirsi distrutti dopo la notte. Con la conseguenza che durante la giornata ci si sente affaticati, poco concentrati, nervosi e irritabili. Tutti conosciamo questo stato, anche se non abbiamo dormito per altri motivi.

Un buon sonno, sufficiente e di buona qualità, è fondamentale per il nostro benessere mentale e fisico, per la nostra creatività, e la nostra energia nel fare. Per tornare a dormire bene ci sono una serie di opzioni:

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antidepressivi SSRI (ad es. citalopram, escitalopram, sertralina, paroxetina, fluoxetina) che aumentano il livello del neurotrasmettitore serotonina e alla fine possono regolarizzare il sonno. Molte persone comunque li escludono a priori perché non si sentono depresse e rifiutano comunque questa idea del “psicofarmaco”. Gli SSRI hanno inoltre un ritardo tecnico prima di cominciare a funzionare, anche di 3-4 settimane. Per non parlare del solito "Trittico" spesso prescritto ad anziani che non dormono, un vecchio antidepressivo triciclico. O degli antipsicotici come quetiapina e olanzapina che causano spesso apatia e depressione, non il massimo in persone anziane.


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barbiturici: erano i primo farmaci per dormire, ma sono pericolosi in quanto un sovradosaggio può causare un arresto respiratorio, soprattutto se associati ad alcool.


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benzodiazepine (ad es. diazepam, lorazepam, alprazolam, triazolam, etizolam): si legano a ricettori GABA, un potente neurotrasmettitore con azione inibitoria. Fanno dormire, ma per un periodo breve. In seguito si instaura una tolleranza al farmaco con sintomatologia di assuefazione e astinenza. Creano dipendenza se usati per più di pochi giorni o settimane. E infine è peggio di prima, non si dorme con stati di ansia e di tensione anche durante la giornata, perché il cervello vorrebbe altro farmaco.


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farmaci Z (ad es. zolpidem o zopiclone): sono stati introdotti anni fa con un raffinato marketing che affermava che non avevano il problema della dipendenza. Invece legano a ricettori differenti delle benzodiazepine, ma attivano sempre il sistema GABA. E danno dipendenza anche loro (un po’ più tollerabile di quella delle benzodiazepine, ma perdono spesso anche loro efficacia dopo qualche notte - stesso problema poi della tensione diurna se usati di continuo).

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parafarmacia e erboristeria varia con fai da te tra valeriana, melissa, zenzero, zafferano, camomilla. Fanno qualcosa, ma insomma… Come la melatonina, del resto. Che spesso dà anche fastidio (sonnolenza mattutina, nausea).


Esiste da pochi anni una nuova categoria di farmaci: gli
antagonisti dell’orexina. L’orexina è un piccolo peptide (catena di aminoacidi) che a livello cerebrale (ipotalamo) regola lo stato di veglia. Con molta orexina stiamo svegli. Quando scende l’orexina sentiamo la stanchezza che arriva di sera e ci addormentiamo. La mattina il contrario. Gli antagonisti dell’orexina bloccano la sua funzione bloccando i suoi ricettori sui neuroni. E così abbassano lo stato di veglia portando ad un sonno fisiologico. Che portino ad un sonno fisiologico è una grande differenza con tutto quanto di sopra. Tutti i farmaci di sopra alterano la struttura del sonno tra sonno principale, profondo e sonno REM (quello in cui sogniamo). Con la conseguenza che il sonno spesso non è fisiologico, ma più uno stato di sedazione, anche eccessiva, con risvegli assonnati e non proprio ristorativi. Gli antagonisti dell’orexina invece interagiscono direttamente nel centralino cerebrale di controllo del sonno (ipotalamo). La struttura del sonno non viene alterata, viene regolato semplicemente il livello di veglia o di sonno.

Hanno altri vantaggi:

1. scarso rischio di dipendenza

2. pochissima interferenza con altri farmaci (più che altro alcuni antibiotici, nessuna interferenza con i comuni antidepressivi, antipsicotici e stabilizzanti usati in psichiatria)

3. ottimo profilo di sicurezza, nessun rischio cardiaco, poca interferenza ad es. sulle capacità di guida il giorno dopo

4. prescrivibili in persone anziane senza necessità di aggiustare il dosaggio (una delle pochissime controindicazioni è un’insufficienza epatica grave in quanto vengono metabolizzati nel fegato)

Sono le cosiddette “Small Molecules”, approvate dal 2016 negli Stati Uniti e dal 2022 anche in Europa. In Italia, Germania, Austria e Svizzera sono sul mercato dalla fine del 2022. Poco conosciuti per ora. L’unico farmaco disponibile in Europa e in Italia è il
Daridorexant (Quiviviq®), che ha qualche vantaggio farmacologico (tempo di eliminazione più rapido) rispetto alle due molecole approvate solo negli Stati Uniti (Suvorexant e Lemborexant). Il Daridorexant per ora è prescrivibile solo da Centri del Sonno individuati dalle Regioni oppure da specialisti neurologi o psichiatri. Come tutti gli altri sonniferi non è coperto dal servizio sanitario nazionale e bisogna acquistarlo in farmacia. Costa non pochissimo, ma il costo è sostenibile (due tazze di caffè per una notte riposante e tranquilla sembra anche accettabile). Negli Stati Uniti costano sette volte in più se non coperti da un’assicurazione medica.

Nel mio giudizio (e nella mia esperienza da neurologo) questa nuova categoria di farmaco per dormire bene potrebbe tra non poco tempo diventare un Game Changer nella terapia delle insonnie, soppiantando le categorie di sopra con i loro problemi.

Foglio illustrativo di Daridorexant/Quviviq®