Sclerosi multipla o depressione? Esame del liquor?
Ho 37 anni, e da
circa un anno soffro di vertigini di tipo
soggettivo (senso di sbandamento, di mal di mare),
di persistenti mal di testa (non fortissimi) e
dolori localizzati nel tratto cervicale.
Una RMN del rachide
ha mostrato una verticalizzazione e una piccola
protrusione con lievi segni di compressione
radicolare. Per un lungo periodo sono stata
sottoposta a fisioterapia e ho cominciato a
praticare ginnastica posturale, ma non ci sono
stati sostanziali miglioramenti. Il senso di
vertigine si è leggermente attenuato (ma se
interrompo l'assunzione di 20 gocce di diazepam
tutte le sere torna a peggiorare), ma si sono
aggiunti altri problemi: dolori e senso di
intorpidimento agli arti, in particolare sul lato
destro, ai polsi, alle caviglie, alle mani (non
riesco quasi più a suonare il pianoforte), alle
spalle, continui crampi ai piedi, difficoltà nel
camminare (tutti i sintomi peggiorano, dal mal di
testa alle vertigini). Qualunque sforzo mi provoca
stanchezza e dolore muscolare o articolare (vorrei
specificare che ho fatto danza per 15 anni e ho
smesso da quando ho cominciato ad avere questi
sintomi). Ho fatto una visita neurologica e ben due
RMN dell'encefalo e tronco encefalico con mezzo di
contrasto, con esito assolutamente negativo.
Secondo gli specialisti che ho sentito questi esami
sono sufficienti a scongiurare il pericolo di una
neuropatia come la sclerosi multipla, mentre io ho
letto in più occasioni che per avere questa
certezza è necessario l'esame del liquor. È vero
quello che sostiene il mio neurologo? Posso stare
tranquilla? Sono veramente disperata e spaventata,
e i pareri dei medici non riescono a
tranquillizzarmi, poiché la mia sensazione è quella
di un peggioramento lento e costante.
Risposta:
Penso di poterLa tranquillizzare per quanto riguarda la sclerosi multipla. Sarebbe una rarità estrema una sclerosi multipla con sintomi multipli come i Suoi che mostri una risonanza magnetica normale dell'encefalo. In genere vale il contrario: le alterazioni della risonanza magnetica sono presenti prima dei primi sintomi, in quanto molte volte piccoli focolai infiammatori non causano sintomi e rimangono inosservati. Il suo dubbio nasce da un'altra circostanza e dal ragionamento inverso: non si può affermare la diagnosi di sclerosi multipla senza un esame del liquor cerebrospinale che dimostri la presenza delle cosiddette bande oligoclonali, che sono un'espressione dell'infiammazione cerebrale (sono immunoglobuline o anticorpi prodotte dai linfociti nei focolai infiammatori). Escluderei pertanto, come hanno già fatto i Suoi neurologi, la sclerosi multipla. Penso non si possa tentare una diagnosi a distanza senza conoscere bene tutta la Sua storia con gli esami di laboratorio eseguiti e senza un approfondimento personale. Vorrei comunque indicarLe che dal modo in cui descrive e sottolinea i suoi sintomi (inabilità di suonare il pianoforte, di fare danza, disperazione e spavento) appare che si tratti più di una sofferenza soggettiva associata ad una forma di affaticamento cronico. È una situazione molto frequente, e un neurologo esperto spesso la riconosce dal modo in cui il paziente presenta, anche verbalmente, i suoi sintomi. Questo non significa che Le si voglia negare di avvertire effettivamente i sintomi come li ha descritti e che non ne soffra. Molte volte però in questa situazione non si trova (per fortuna) una malattia definita e i dolori e le sensazioni descritte possono essere riconducibili ad una maggiore sensibilità del paziente (eventualmente amplificata col tempo per la preoccupazione e la tendenza all'auto-osservazione), come si trova ad es. nella depressioni. Molte depressioni si manifestano esclusivamente tramite sintomi fisici poco specifici come quelli che Lei descrive nella sua lettera e che con una terapia adeguata della depressione possono dissolversi. Anche il fatto che con il diazepam riesca a controllare parzialmente i sintomi e che Le aumentino quando lo sospende indica che i suoi disturbi abbiano almeno una componente ansiosa o sono la manifestazione di una depressione. Per quanto può essere efficace momentaneamente, il diazepam, se preso continuamente, comunque non risolve la situazione e può peggiorare i sintomi nel momento in cui non è più assunto. Le consiglierei di discutere con un Suo neurologo o psichiatra di fiducia la possibilità della depressione e di intraprendere eventualmente una sua terapia più specifica.
Risposta:
Penso di poterLa tranquillizzare per quanto riguarda la sclerosi multipla. Sarebbe una rarità estrema una sclerosi multipla con sintomi multipli come i Suoi che mostri una risonanza magnetica normale dell'encefalo. In genere vale il contrario: le alterazioni della risonanza magnetica sono presenti prima dei primi sintomi, in quanto molte volte piccoli focolai infiammatori non causano sintomi e rimangono inosservati. Il suo dubbio nasce da un'altra circostanza e dal ragionamento inverso: non si può affermare la diagnosi di sclerosi multipla senza un esame del liquor cerebrospinale che dimostri la presenza delle cosiddette bande oligoclonali, che sono un'espressione dell'infiammazione cerebrale (sono immunoglobuline o anticorpi prodotte dai linfociti nei focolai infiammatori). Escluderei pertanto, come hanno già fatto i Suoi neurologi, la sclerosi multipla. Penso non si possa tentare una diagnosi a distanza senza conoscere bene tutta la Sua storia con gli esami di laboratorio eseguiti e senza un approfondimento personale. Vorrei comunque indicarLe che dal modo in cui descrive e sottolinea i suoi sintomi (inabilità di suonare il pianoforte, di fare danza, disperazione e spavento) appare che si tratti più di una sofferenza soggettiva associata ad una forma di affaticamento cronico. È una situazione molto frequente, e un neurologo esperto spesso la riconosce dal modo in cui il paziente presenta, anche verbalmente, i suoi sintomi. Questo non significa che Le si voglia negare di avvertire effettivamente i sintomi come li ha descritti e che non ne soffra. Molte volte però in questa situazione non si trova (per fortuna) una malattia definita e i dolori e le sensazioni descritte possono essere riconducibili ad una maggiore sensibilità del paziente (eventualmente amplificata col tempo per la preoccupazione e la tendenza all'auto-osservazione), come si trova ad es. nella depressioni. Molte depressioni si manifestano esclusivamente tramite sintomi fisici poco specifici come quelli che Lei descrive nella sua lettera e che con una terapia adeguata della depressione possono dissolversi. Anche il fatto che con il diazepam riesca a controllare parzialmente i sintomi e che Le aumentino quando lo sospende indica che i suoi disturbi abbiano almeno una componente ansiosa o sono la manifestazione di una depressione. Per quanto può essere efficace momentaneamente, il diazepam, se preso continuamente, comunque non risolve la situazione e può peggiorare i sintomi nel momento in cui non è più assunto. Le consiglierei di discutere con un Suo neurologo o psichiatra di fiducia la possibilità della depressione e di intraprendere eventualmente una sua terapia più specifica.
