Parkinson o Alzheimer?
Dopo tre anni di
vicissitudini e pellegrinaggi siamo arrivati forse
ad una conclusione, e cioè che mio padre (76 anni)
è affetto da sindrome parkinsoniana e
aterosclerosi. Inizialmente ebbe saltuarie TIA,
dopo ciò sono iniziati i problemi: dimenticava le
cose più normali e cioè dove abitasse, a volte
(solo a volte) perdeva la cognizione dello
spazio-tempo, iniziava a camminare a
passetti.
Così il primo
neurologo ci disse che era inizio di Alzheimer e
gli prescrisse il donepezil. Ma fu una catastrofe,
i sintomi si acutizzarono e si aggravò. Poi ci fu
un altro neurologo che ci fece abbandonare il
farmaco per prendere la strada del levodopa che gli
provocava altrettante allucinazioni, per cui sotto
consiglio di alcuni conoscenti (dopo il day ospital
per vari accertamenti come TAC e tutto ciò che si
fa in questi casi) lo portammo da un "luminare" a
livello "internazionale" neurologo, il quale gli
diede una cura a base di: 1/2 comp. di levodopa+1/2
comp. amantadina+ 1/2 comp. di pramipexolo + 10
gocce di (non ricordo quale altra diavoleria) in
una unica soluzione per ben 4 volte al giorno a
distanza di quattro ore. Un giorno mio padre, che
fra l'altro ha una ischemia cardiaca per la quale
prende altri medicinali, iniziò ad essere anche
violento come se la cura (che non nascondo
all'inizio pare facesse effetto) ad un certo punto
facesse l'effetto contrario. Per cui aridagli con
un altro neurologo (l'ultimo) che gli ha
diagnosticato in base agli esami fatti la
vasculopatia cerebrale e la sindrome parkinsoniana.
Quindi per la vasculopatia prende la coumadina che
gli serve anche per il cuore, per la sindrome
parkinsoniana la levodopa (1/2 comp. al giorno per
4 ogni 4 ore) e per contrastare gli effetti
allucinogeni della levodopa (se davvero sono
attribuibili alla levodopa) prende clozapina 1
compressa alle 22. Ma in tutto questo non capisco
perché nel giro di circa tre anni mio padre si è
invecchiato come di 7/8 anni, si è dimagrito (è
pelle ed ossa) e periodicamente (un paio di volte
in un mese prima, adesso anche un paio di volte la
settimana) soffre di crisi di ipotermia che
anticipano uno stato confusionale più grave del
solito.
Vorrei sapere se c'è qualche altro esame oltre la TAC, la Rm, l'esame del sangue, la visita dallo psicologo, ecodoppler delle carotidi, da fare e se il dimagrimento eccessivo è dovuto alle sue patologie o bisognerebbe fare altre indagini. Grazie per aver letto il mio sfogo e doppio grazie per una eventule risposta.
Risposta:
Se i farmaci anti-Parkinson fanno buon effetto, anche temporaneamente, la diagnosi di malattia di Parkinson è confermata. Anche i passi piccoli sono tipici della malattia di Parkinson, non della malattia di Alzheimer che per molto tempo non comporta deficit di tipo motorio. Non è escluso, comunque, che suo padre abbia, come succede spesso, anche problemi cognitivi (i disturbi di memoria e il disorientamento spaziale al quale accenna). Questi disturbi possono dipendere dalla stessa malattia di Parkinson (una parte dei pazienti sviluppa una demenza) oppure dalla presenza di una malattia di Alzheimer associata a quella di Parkinson. Infine, potrebbero essere di origine vascolare data l'anamnesi di TIA. La malattia di Parkinson tipicamente comporta alterazioni e disfunzioni del sistema nervoso autonomo, il sistema che regola appetito e anche la temperatura corporea. Il dimagrimento e anche gli stati di ipotermia si spiegano in questa maniera, sono spesso associati alla malattia di Parkinson, anche se il meccanismo esatto con cui si manifestano non è noto. Non ci sono altri esami diagnostici che potrebbero essere utili. Importante fare controllare regolarmente la terapia farmacologica per trovare (se possibile) un dosaggio sufficientemente alto da correggere i deficit motori ma non troppo alto da causare ulteriori disturbi cognitivi o sintomi psichiatrici come le allucinazioni.
Vorrei sapere se c'è qualche altro esame oltre la TAC, la Rm, l'esame del sangue, la visita dallo psicologo, ecodoppler delle carotidi, da fare e se il dimagrimento eccessivo è dovuto alle sue patologie o bisognerebbe fare altre indagini. Grazie per aver letto il mio sfogo e doppio grazie per una eventule risposta.
Risposta:
Se i farmaci anti-Parkinson fanno buon effetto, anche temporaneamente, la diagnosi di malattia di Parkinson è confermata. Anche i passi piccoli sono tipici della malattia di Parkinson, non della malattia di Alzheimer che per molto tempo non comporta deficit di tipo motorio. Non è escluso, comunque, che suo padre abbia, come succede spesso, anche problemi cognitivi (i disturbi di memoria e il disorientamento spaziale al quale accenna). Questi disturbi possono dipendere dalla stessa malattia di Parkinson (una parte dei pazienti sviluppa una demenza) oppure dalla presenza di una malattia di Alzheimer associata a quella di Parkinson. Infine, potrebbero essere di origine vascolare data l'anamnesi di TIA. La malattia di Parkinson tipicamente comporta alterazioni e disfunzioni del sistema nervoso autonomo, il sistema che regola appetito e anche la temperatura corporea. Il dimagrimento e anche gli stati di ipotermia si spiegano in questa maniera, sono spesso associati alla malattia di Parkinson, anche se il meccanismo esatto con cui si manifestano non è noto. Non ci sono altri esami diagnostici che potrebbero essere utili. Importante fare controllare regolarmente la terapia farmacologica per trovare (se possibile) un dosaggio sufficientemente alto da correggere i deficit motori ma non troppo alto da causare ulteriori disturbi cognitivi o sintomi psichiatrici come le allucinazioni.
