Mild cognitive impairment - Vitamina E e donepezil non servono
15 aprile 05
In
concomitanza con la conferenza annuale della American
Academy of Neurology (AAN)
a Miami
vengono ora pubblicati sul New England Journal of
Medicine i dati completi del
più grande studio multicentrico finora
effettuato per individuare farmaci di
prevenzione contro la malattia di
Alzheimer.
Lo studio è
stato effettuato su 769 persone con "Mild Cognitive
Impairment (MCI)" o "Decadimento cognitivo lieve",
in cui sono presenti disturbi della memoria che
comunque ancora non pregiudicano in modo
significativo le funzioni nella vita quotidiana. Il
Mild Cognitive Impairment è considerato uno stadio
a rischio per lo sviluppo della malattia di
Alzheimer (10-15% delle persone con MCI sviluppano
la malattia entro un anno, contro 1-2% di persone
anziane senza disturbi della memoria; 80% delle
persone con MCI avranno la malattia entro un
periodo di 6 anni), e sono in corso molti studi per
identificare molecole che possano ridurre questo
rischio così elevato. Questo primo studio, che ha
utilizzato una serie molto accurata di test
cognitivi, è purtroppo deludente: la vitamina E,
assunta da molte persone per un supposto
effetto neuroprotettivo, non ha dimostrato alcun
effetto preventivo nonostante fosse stata
somministrata al dosaggio molto elevato di 2000 IU
al giorno. Non molto meglio il donepezil (Aricept,
Memac) che ha dimostrato un leggero effetto, ma
solo per il primo dei tre anni analizzati. Non
esistono perciò in questo momento possibilità
farmacologiche accertate per prevenire la malattia
di Alzheimer. Da ricordare che sono
cadute le speranze legate
agli ormoni estrogeni, mentre sono in corso
altri studi clinici per valutare una serie di
molecole (statine, antinfiammatori FANS) per le
quali dati epidemiologici e sperimentali hanno
indicato un potenziale effetto
protettivo.