Ischemia cerebrale, demenza vascolare e acido urico: causa o solo un marker?
05 ottobre 07
Sull'ultimo numero
di Neurology è pubblicata una
nuova ricerca sul ruolo dell'acido urico
come fattore di rischio cerebrovascolare. Vari
studi recenti (1, 2, 3)hanno già indicato che
elevati livelli di acido urico sono un fattore
prognostico sfavorevole nell'ischemia cerebrale
acuta...
L'acido urico è un
metabolita finale degli acidi nucleici contenuti
nei nuclei cellulari, diete ricche di carne
aumentano perciò il suo livello. È poco solubile ed
elevati livelli causano la deposizione dei suoi
cristalli nelle articolazioni (gotta) oppure nel
rene (calcoli renali contenenti acido urico). Lo
studio attuale, eseguito alla Johns Hopkins
University di Baltimora, ha quantificato le
cosiddette 'White Matter Hyperintensities -
iperintensità della sostanza bianca", che sono
alterazioni cerebrali evidenti sulla risonanza
magnetica dell'encefalo e nei referti spesso
descritti con "leucoencefalopatia sottocorticale su
base ipossica cronica", "gliosi" o diciture simili.
Le alterazioni di segnale sono causate da piccoli
emboli e soprattutto dalla chiusura di piccoli vasi
cerebrali e rappresentano piccole cicatrici del
tessuto cerebrale. Per molto tempo sono
asintomatiche, se superano una certa soglia possono
portare a deterioramento cognitivo, difficoltà di
memoria e demenza, la cosiddetta 'demenza
vascolare'. Un frequente primo sintomo di questa
encefalopatia vascolare sono difficoltà
dell'andatura, che diventa più lenta e insicura.
Questo studio dimostra che livelli moderatamente
aumentati di acido urico (maggiori di 5.75 mg/dl
nell'uomo e 4.8 mg/dl nella donna) sono già
associati con un maggiore carico di alterazioni
cerebrali evidenziate nella risonanza magnetica,
anche se ancora asintomatiche. Viene così
confermato l'acido urico come indicatore di rischio
cerebrovascolare: in uno studio precedente
gli stessi autori
avevano già evidenziato una correlazione tra
acido urico e bassa performance cognitiva. Non è
finora chiaro se è l'acido urico a causare
questi effetti oppure se un aumento di acido
urico è solo un marker o una conseguenza di un
elevato rischio vascolare e dovuto
semplicemente, ad esempio, a una ridotta
funzionalità renale. Anche i diuretici
comunemente usati nel controllo
dell'ipertensione possono indurre un aumento
dell'acido urico. Infine, l'acido urico è spesso
aumentato nel diabete, un altro importante
fattore di rischio. Non è perciò noto se una
terapia con allopurinolo, il farmaco usato nella
prevenzione della gotta, può abbassare il
rischio di ischemie cerebrali e gli autori dello
studio propongono che vengano effettuati studi
clinici a tale riguardo.