Ischemia cerebrale, demenza vascolare e acido urico: causa o solo un marker?

Sull'ultimo numero di Neurology è pubblicata una nuova ricerca sul ruolo dell'acido urico come fattore di rischio cerebrovascolare. Vari studi recenti (1, 2, 3)hanno già indicato che elevati livelli di acido urico sono un fattore prognostico sfavorevole nell'ischemia cerebrale acuta...
L'acido urico è un metabolita finale degli acidi nucleici contenuti nei nuclei cellulari, diete ricche di carne aumentano perciò il suo livello. È poco solubile ed elevati livelli causano la deposizione dei suoi cristalli nelle articolazioni (gotta) oppure nel rene (calcoli renali contenenti acido urico). Lo studio attuale, eseguito alla Johns Hopkins University di Baltimora, ha quantificato le cosiddette 'White Matter Hyperintensities - iperintensità della sostanza bianca", che sono alterazioni cerebrali evidenti sulla risonanza magnetica dell'encefalo e nei referti spesso descritti con "leucoencefalopatia sottocorticale su base ipossica cronica", "gliosi" o diciture simili. Le alterazioni di segnale sono causate da piccoli emboli e soprattutto dalla chiusura di piccoli vasi cerebrali e rappresentano piccole cicatrici del tessuto cerebrale. Per molto tempo sono asintomatiche, se superano una certa soglia possono portare a deterioramento cognitivo, difficoltà di memoria e demenza, la cosiddetta 'demenza vascolare'. Un frequente primo sintomo di questa encefalopatia vascolare sono difficoltà dell'andatura, che diventa più lenta e insicura. Questo studio dimostra che livelli moderatamente aumentati di acido urico (maggiori di 5.75 mg/dl nell'uomo e 4.8 mg/dl nella donna) sono già associati con un maggiore carico di alterazioni cerebrali evidenziate nella risonanza magnetica, anche se ancora asintomatiche. Viene così confermato l'acido urico come indicatore di rischio cerebrovascolare: in uno studio precedente gli stessi autori avevano già evidenziato una correlazione tra acido urico e bassa performance cognitiva. Non è finora chiaro se è l'acido urico a causare questi effetti oppure se un aumento di acido urico è solo un marker o una conseguenza di un elevato rischio vascolare e dovuto semplicemente, ad esempio, a una ridotta funzionalità renale. Anche i diuretici comunemente usati nel controllo dell'ipertensione possono indurre un aumento dell'acido urico. Infine, l'acido urico è spesso aumentato nel diabete, un altro importante fattore di rischio. Non è perciò noto se una terapia con allopurinolo, il farmaco usato nella prevenzione della gotta, può abbassare il rischio di ischemie cerebrali e gli autori dello studio propongono che vengano effettuati studi clinici a tale riguardo.

© 2014 Dr. Reinhard Wilhelm Prior
Info Sito