Fibromialgia: terapia farmacologica

a cura del Dr. Reinhard Prior - Specialista e Docente di Neurologia

Studio di Neurologia Roma
Studio di Neurologia Bari

La fibromialgia è caratterizzata da dolori muscolari diffusi e stanchezza in assenza di alterazioni patologiche a livello del muscolo e in assenza di segni di infiammazione. È dovuta ad un'alterata percezione sensitiva con un abbassamento della soglia di dolore. Colpisce soprattutto le donne e causa anche insonnia, senso di rigidità muscolare al risveglio, cefalea e parestesie agli arti. Ultimamente vengono considerate anche le alterazioni cognitive associate alla fibromialgia, come il senso di 'mente annebbiata - Fibrofog' con difficoltà di concentrazione e di memoria, che probabilmente sono conseguenti ai disturbi del sonno e alla sofferenza cronica dovuta al dolore.
La terapia della fibromialgia non è facile, il dolore risponde solo scarsamente ai farmaci antiinfiammatori, vengono usati antidpressivi triciclici come amitriptilina (Laroxyl), ciclobenzaprina (Flexiban) e analgesici comuni. Per un miglioramento definitivo della condizione altrimente benigna è spesso necessario un approccio con più modalità, combinando la farmacoterapia con esercizi o fisioterapia aerobica (v. questa notizia di neurologia.it), applicazioni di caldo e massaggi.

Pregabalin (Lyrica) è un farmaco anticonvulsivo che è stato introdotto nel 2004 come terapia delle epilessie parziali che non rispondono in modo sufficiente ad altre farmacoterapie. Viene inoltre impiegato per la terapia del doloro neuropatico soprattutto delle neuropatie diabetiche e nel trattamento della nevralgia posterpetica dopo una manifestazione di Herpes Zoster. È efficace anche nella terapia del dolore neuropatico di tipo centrale.

Sulla base di due studi (
1, 2) randomizzati con 1800 pazienti, la Food and Drug Administration (FDA) ha già nel 2004 concesso l'uso di pregabalin anche per la fibromialgia ed era la prima volta che un farmaco negli Stati Uniti ha ricevuto l'approvazione con l'indicazione della fibromialgia. La FDA motiva la sua decisione in base a due studi clinici randomizzati su 1800 pazienti, nei quali il farmaco è stato somministrato al dosaggio di 300 oppure 450 mg. due studi avrebbero dimostrato un beneficio significativo sul 'Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQ)-Score' e su un altro parametro, il tempo in cui un trattamento perde efficacia ('Loss of therapeutic response - LTR').

Negli studi i pazienti sono stati trattati prima per sei settimane. In circa la metà dei pazienti si è verificato un beneficio misurato come "riduzione del dolore di più del 50%" oppure "netto miglioramento". Solo questi pazienti con una prima risposta terapeutica sono poi stati inclusi negli studi randomizzati con una durata di 26 settimane, nei quali la terapia veniva comparata con un farmaco placebo inattivo. Il 61 % dei pazienti trattati con pregabalin ha dimostrato un miglioramento, mentre nel 32 % era efficace anche il placebo.

Questi numeri dimostrano che la terapia è indicata solo in pazienti selezionati e anche in questi spesso non si raggiunge l'effetto desiderato. Sono inoltre da considerare gli effetti collaterali indicati dalla FDA sotto forma di sedazione, disturbi visivi, aumento di peso, secchezza della bocca ed edemi di mani e piedi. Il produttore del farmaco si è impegnato a condurre ulteriori studi sulla sicurezza ed efficacia del farmaco nei bambini e durante l'allattamento.

Un altro farmaco antidepressivo con proprietà analgetiche e con indicazione ufficiale da parte della FDA per pazienti con fibromialgia è la Duloxetina (nome commerciale Cymbalta o Xeristar, ma dal 2015 disponibile anche come generico). Ha frequentemente effetti collaterali iniziali (soprattutto nausea e sudorazione), per cui va iniziato a 30 mg, mentre il dosaggio finale è tra 60 mg e 120 mg una volta al giorno. Nella propria esperienza la duloxetina è più efficace sul dolore rispetto alla pregabalina e porta spesso a una notevole riduzione della sintomatologia fibromialgica se non a una remissione completa.