Epilessia o crisi convulsiva
Mia moglie che ha
attualmente 44 anni ha avuto una prima crisi
convulsiva (sintomi comparabili ad una crisi
epilettica-gran male senza perdita delle
urine) nel primo mattino di un giorno di
agosto.
Mia moglie che ha
attualmente 44 anni ha avuto una prima crisi
convulsiva (sintomi comparabili ad una crisi
epilettica-gran male senza perdita delle
urine) nel primo mattino di un giorno di agosto.
L'esame neurologico (elettroencefalogramma) si
rivelava negativo ma dopo 3 settimane un'altra
crisi si presentava secondo le stesse modalità.
Dopo avere consultato vari neurologi ed avere
effettuato un elettroencefalogramma di 24 ore
e la risonanza magnetica, entrambi assolutamente
negativi, i medici escludevano una forma di
epilessia tardiva e propendevano per delle crisi
episodiche legate all'uso di farmaci e ad uno stato
di grande fatica/assenza di sonno/stress vissuto da
mia moglie. Dopo 10 mesi dalla seconda
crisi, una terza nel luglio 2001 veniva a
manifestarsi presentando gli stessi sintomi (primo
mattino al momento del risveglio, dopo qualche
giorno di ansia e forte fatica). A questo punto il
neurologo curante, dopo avere sottoposto
mia moglie ad un altro elettroencefalogramma di 24
ore, ancora negativo, benché intenzionato a
cominciare un trattamento antiepilettico, decideva
di soprassedere in quanto mia moglie sviluppa molto
facilmente degli effetti collaterali gravi a
seguito di assunzione di farmaci. Questa mattina si
è purtroppo manifestata la quarta crisi (a quasi
6 mesi di intervallo) secondo le
stesse caratteristiche precedenti.
Prima di formulare qualche domanda vorrei precisare quanto segue riguardo a mia moglie: assenza di precedenti familiari di epilessia / forte emotività e tendenza a delle manifestazioni psicosomatiche / sonno irregolare e scarso nonché accumulazione di fatica fisica e mentale / forte reattività (in negativo) all'assunzione di prodotti chimici / totale assenza di alcolici.
Il nostro medico di famiglia propende per delle crisi convulsivanti (non per della vera e propria epilessia) e preferisce per il momento non cominciare un trattamento specifico di lunga durata in considerazione della sporadicità delle crisi e delle reazioni ai prodotti chimici. Qual è il vostro avviso in merito? Ammettendo invece che si tratti di una forma leggera di epilessia, non avendo un'origine secondaria legata ad altre patologie (esclusa dagli esami) si può ipotizzare che una guarigione spontanea possa intervenire?
Risposta:
La distinzione tra crisi convulsive ed epilessia è artificiale e giustificata solo nel caso di una singola crisi, eventualmente dopo alcool o assenza di sonno. Crisi ripetute senza causa apparente (e quattro in un anno e mezzo non sono poche) indicano comunque una tendenza costituzionale (per qualsiasi motivo, in genere sconosciuto, comunque biologico nel senso di una minore stabilità elettrica delle membrane cellulari delle cellule nervose e perciò duraturo) a sviluppare crisi epilettiche. Tra tutti i fattori da lei descritti, solo l'assenza di sonno influisce nel senso che favorisce l'insorgenza di una crisi (ma solo in chi è biologicamente predisposto). La psicosomatica e la psicologia non c'entrano (se non per via dell'insonnia). L'EEG è negativo nel 50% delle epilessie e non le esclude essendo negativo. Probabilmente si tratta di un'epilessia ad insorgenza tardiva, visto che non ci sono elementi per un'epilessia secondaria e che non sussiste un abuso di alcool, farmaci o droga. Per evitare crisi ripetute sarebbe raccomandabile una terapia farmacologica, i cui dettagli dovrebbe decidere con un neurologo di sua fiducia. Importante anche regolarsi con il sonno e garantire che sia sufficiente.
Prima di formulare qualche domanda vorrei precisare quanto segue riguardo a mia moglie: assenza di precedenti familiari di epilessia / forte emotività e tendenza a delle manifestazioni psicosomatiche / sonno irregolare e scarso nonché accumulazione di fatica fisica e mentale / forte reattività (in negativo) all'assunzione di prodotti chimici / totale assenza di alcolici.
Il nostro medico di famiglia propende per delle crisi convulsivanti (non per della vera e propria epilessia) e preferisce per il momento non cominciare un trattamento specifico di lunga durata in considerazione della sporadicità delle crisi e delle reazioni ai prodotti chimici. Qual è il vostro avviso in merito? Ammettendo invece che si tratti di una forma leggera di epilessia, non avendo un'origine secondaria legata ad altre patologie (esclusa dagli esami) si può ipotizzare che una guarigione spontanea possa intervenire?
Risposta:
La distinzione tra crisi convulsive ed epilessia è artificiale e giustificata solo nel caso di una singola crisi, eventualmente dopo alcool o assenza di sonno. Crisi ripetute senza causa apparente (e quattro in un anno e mezzo non sono poche) indicano comunque una tendenza costituzionale (per qualsiasi motivo, in genere sconosciuto, comunque biologico nel senso di una minore stabilità elettrica delle membrane cellulari delle cellule nervose e perciò duraturo) a sviluppare crisi epilettiche. Tra tutti i fattori da lei descritti, solo l'assenza di sonno influisce nel senso che favorisce l'insorgenza di una crisi (ma solo in chi è biologicamente predisposto). La psicosomatica e la psicologia non c'entrano (se non per via dell'insonnia). L'EEG è negativo nel 50% delle epilessie e non le esclude essendo negativo. Probabilmente si tratta di un'epilessia ad insorgenza tardiva, visto che non ci sono elementi per un'epilessia secondaria e che non sussiste un abuso di alcool, farmaci o droga. Per evitare crisi ripetute sarebbe raccomandabile una terapia farmacologica, i cui dettagli dovrebbe decidere con un neurologo di sua fiducia. Importante anche regolarsi con il sonno e garantire che sia sufficiente.
