Emicrania basilare (IV)
Mia figlia quasi
diciassettene soffre da più di un anno di
svenimenti improvvisi con perdita di conoscenza che
dura una decina di secondi, poi riprende
conoscenza, ma non riesce ad alzarsi prima di 15
minuti circa e poi resta intontita e con un
po’ di mal di testa.
Le prime volte è
svenuta a scuola, e gli svenimenti si ripetevano
ogni circa 15-20 giorni, sempre di mattina. Dopo
alcune volte che l’episodio si è ripetuto, ha
fatto diverse analisi in day-hospital in cui ha
effettuata una tac, un elettroencefalogramma,
ecografia pelvica e tiroidea, analisi del sangue
generiche più quelle riguardanti la tiroide, tilt
test, elettrocardiogramma, holter pressorio. Da
tutti gli accertamenti non è risultato nulla di
anomalo se non una certa tendenza a vivere in modo
ansioso la adolescenza, per cui non le è stato
prescritto alcun farmaco. Da circa 3 mesi, però,
gli svenimenti sono aumentati di numero e almeno
due volte alla settimana la ragazza ha questi
mancamenti.
Così il mese scorso è stata ricoverata in ospedale ed ha ripetuto tutte le analisi dell’anno scorso, più holter cardiaco e risonanza magnetica all’encefalo. Anche questa volta non sono emersi problemi, né di natura cardiaca, né di natura neurologica. La ragazza vive una situazione di disagio perché ha paura di svenire, visto che succede così spesso e sta incominciando ad autolimitarsi in molte attività, non è voluta andare in gita scolastica e non prende il motorino. La ragazza ha molti buoni amici con cui conduce una vita sana e serena, si vedono spesso e fanno molte attività insieme. Ha anche un ragazzo con cui sta da circa un anno e che è un ragazzo tranquillo e che le vuole bene. In famiglia ha problemi di rapporti con il padre, che però vive fuori casa, e con la sorella, anch’essa fuori casa per studiare, per cui non ci sono particolari motivi di stress.
Personalmente ritengo che sia probabile una causa organica, più che una causa psicologica.
In ogni caso il primario dell’ospedale, quando è stata dimessa qualche giorno fa, mi ha prescritto, in mancanza di una diagnosi precisa, di prendere una pillola di Depakin alla sera per 15 giorni per vedere come va. Il farmaco è un antiepilettico e dovrebbe dimostrare se sono presenti problemi neurologici che non sono emersi dall’elettroencefalogramma. Vorrei sapere se è il caso di fare questa cura che fa solo un tentativo in una direzione non sicura e se ci sono centri in cui posso portare la ragazza per ulteriori accertamenti.
Risposta:
Lei stessa riferisce mal di testa, anche se non molto forte, associato agli episodi. La diagnosi più importante da considerare è un emicrania particolare, chiamata anche emicrania basilare che può causare anche brevi perdite di coscienza (e non é detto che in tutti questi episodi ci sia completa perdità di coscienza, si può avere anche stati di sonnolenza che appaiono come perdite di coscienza, anche se non lo sono). Altri esami non servono, la diagnosi è clinica, basata sui sintomi e sull'esclusione ad esempio di un epilessia, l'epilessia in genere non causa cefalea. Andrebbe anche intrapresa una farmacoprofilassi dell'emicrania e in questo senso anche il Depakin (acido valproico) può essere efficace, essendo non solo un farmaco anticonvulsivo, ma anche un farmaco di prima scelta nella profilassi dell'emicrania. Come lei già intuisce, è poco probabile un orgine psicologica dei sintomi.
Così il mese scorso è stata ricoverata in ospedale ed ha ripetuto tutte le analisi dell’anno scorso, più holter cardiaco e risonanza magnetica all’encefalo. Anche questa volta non sono emersi problemi, né di natura cardiaca, né di natura neurologica. La ragazza vive una situazione di disagio perché ha paura di svenire, visto che succede così spesso e sta incominciando ad autolimitarsi in molte attività, non è voluta andare in gita scolastica e non prende il motorino. La ragazza ha molti buoni amici con cui conduce una vita sana e serena, si vedono spesso e fanno molte attività insieme. Ha anche un ragazzo con cui sta da circa un anno e che è un ragazzo tranquillo e che le vuole bene. In famiglia ha problemi di rapporti con il padre, che però vive fuori casa, e con la sorella, anch’essa fuori casa per studiare, per cui non ci sono particolari motivi di stress.
Personalmente ritengo che sia probabile una causa organica, più che una causa psicologica.
In ogni caso il primario dell’ospedale, quando è stata dimessa qualche giorno fa, mi ha prescritto, in mancanza di una diagnosi precisa, di prendere una pillola di Depakin alla sera per 15 giorni per vedere come va. Il farmaco è un antiepilettico e dovrebbe dimostrare se sono presenti problemi neurologici che non sono emersi dall’elettroencefalogramma. Vorrei sapere se è il caso di fare questa cura che fa solo un tentativo in una direzione non sicura e se ci sono centri in cui posso portare la ragazza per ulteriori accertamenti.
Risposta:
Lei stessa riferisce mal di testa, anche se non molto forte, associato agli episodi. La diagnosi più importante da considerare è un emicrania particolare, chiamata anche emicrania basilare che può causare anche brevi perdite di coscienza (e non é detto che in tutti questi episodi ci sia completa perdità di coscienza, si può avere anche stati di sonnolenza che appaiono come perdite di coscienza, anche se non lo sono). Altri esami non servono, la diagnosi è clinica, basata sui sintomi e sull'esclusione ad esempio di un epilessia, l'epilessia in genere non causa cefalea. Andrebbe anche intrapresa una farmacoprofilassi dell'emicrania e in questo senso anche il Depakin (acido valproico) può essere efficace, essendo non solo un farmaco anticonvulsivo, ma anche un farmaco di prima scelta nella profilassi dell'emicrania. Come lei già intuisce, è poco probabile un orgine psicologica dei sintomi.
