Amnesia globale transitoria - Introduzione
L'amnesia transitoria
globale (TGA) non è molto frequente, ma la sua
sintomatologia è molto impressionante. Insorge
spesso dopo una forte agitazione emotiva ed è
caratterizzata da una perdita improvvisa della
capacità di memorizzare informazione nuova (amnesia
anterograda) che si associa ad un vuoto di memoria
per gli eventi degli ultimi giorni o mesi (amnesia
retrograda). È invece conservata la memoria
biografica, si ricorda il proprio nome e le altre
informazioni che riguardano la propria persona. I
pazienti sono comunque disorientati e non ricordano
perché si trovano in quel luogo in quel momento e
ripetono a chi sta vicino sempre le stesse domande
(non ricordandosi di averle già poste e non essendo
in grado di memorizzare le risposte). In genere,
entro qualche ora, tutto torna alla normalità e non
ci sono altri sintomi neurologici. Sono inoltre
normali tutti gli esami diagnostici tradizionali
come il Doppler, l'elettroencefalogramma e la
risonanza magnetica cerebrale.
Gli esami più
specializzati eseguiti nella fase acuta hanno dato
finora risultati contrastanti, favorendo la
spiegazione di un fenomeno legato all'emicrania
oppure ad una ischemia transitoria. Anche gli studi
epidemiologici sono contrastanti: alcune
pubblicazioni sostengono che i pazienti affetti
da TGA presentino fattori di rischio vascolari,
mentre
altri studi negano questa associazione. Anche
una recente tecnica di risonanza magnetica, la
risonanza magnetica a diffusione che può dimostrare
alterazioni solo funzionali senza che sia avvenuto
un danneggiamento permanente del tessuto cerebrale,
ha dato finora risultati contrastanti con studi che
dimostravano e altri (1,
2) che escludevano alterazioni.Questo
studio dell'Università di Mannheim pubblicato
su Neurology è un importante passo in avanti e
dimostra che nella grande maggioranza (26 su 31
pazienti) sono infatti dimostrabili alterazioni di
segnale nell'ippocampo, che è la struttura
cerebrale in cui avviene la memorizzazione delle
informazioni nuove (evidenziato in giallo nella
figura). Perché ora sì e prima no? Perché questo
studio, al contrario degli studi precedenti, non si
limita alla fase acuta, ma è stato portato fino a
48 ore dopo la fase acuta. L'ipotesi è che in fase
acuta le alterazioni sono troppo minuscole e cadono
sotto le possibilità di risoluzione della
risonanza, mentre la zona alterata si allargherebbe
durante le ore seguenti, rimanendo comunque sempre
puntiforme e scomparendo in seguito senza lasciare
alterazioni strutturali. Anche se ora è confermata
la disfunzione temporanea dell'ippocampo, la causa
di tutto ciò rimane speculazione e mistero
(possibile un meccanismo vascolare, comunque
atipico e più di ristagno venoso che non ischemico.
E’ anche possibile un fenomeno con i
caratteri biologici dell'emicrania, poco probabile
un'origine epilettica o ancora più esotica come
quella
psicodinamica proposta da un gruppo di ricerca
italiano).
10:00:42 AM
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