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22-07-2004
 
Amnesia globale transitoria: il mistero continua

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L'amnesia transitoria globale (TGA) non è molto frequente, ma la sua sintomatologia è molto impressionante. Insorge spesso dopo una forte agitazione emotiva ed è caratterizzata da una perdita improvvisa della capacità di memorizzare informazione nuova (amnesia anterograda) che si associa ad un vuoto di memoria per gli eventi degli ultimi giorni o mesi (amnesia retrograda). È invece conservata la memoria biografica, si ricorda il proprio nome e le altre informazioni che riguardano la propria persona. I pazienti sono comunque disorientati e non ricordano perché si trovano in quel luogo in quel momento e ripetono a chi sta vicino sempre le stesse domande (non ricordandosi di averle già poste e non essendo in grado di memorizzare le risposte). In genere, entro qualche ora, tutto torna alla normalità e non ci sono altri sintomi neurologici. Sono inoltre normali tutti gli esami diagnostici tradizionali come il Doppler, l'elettroencefalogramma e la risonanza magnetica cerebrale. Gli esami più specializzati eseguiti nella fase acuta hanno dato finora risultati contrastanti, favorendo la spiegazione di un fenomeno legato all'emicrania oppure ad una ischemia transitoria. Anche gli studi epidemiologici sono contrastanti: alcune pubblicazioni sostengono che i pazienti affetti da TGA presentino fattori di rischio vascolari, mentre altri studi negano questa associazione. Anche una recente tecnica di risonanza magnetica, la risonanza magnetica a diffusione che può dimostrare alterazioni solo funzionali senza che sia avvenuto un danneggiamento permanente del tessuto cerebrale, ha dato finora risultati contrastanti con studi che dimostravano e altri (1, 2) che escludevano alterazioni.Questo nuovo studio dell'Università di Mannheim pubblicato su Neurology è un importante passo in avanti e dimostra che nella grande maggioranza (26 su 31 pazienti) sono infatti dimostrabili alterazioni di segnale nell'ippocampo, che è la struttura cerebrale in cui avviene la memorizzazione delle informazioni nuove (evidenziato in giallo nella figura). Perché ora sì e prima no? Perché questo studio, al contrario degli studi precedenti, non si limita alla fase acuta, ma è stato portato fino a 48 ore dopo la fase acuta. L'ipotesi è che in fase acuta le alterazioni sono troppo minuscole e cadono sotto le possibilità di risoluzione della risonanza, mentre la zona alterata si allargherebbe durante le ore seguenti, rimanendo comunque sempre puntiforme e scomparendo in seguito senza lasciare alterazioni strutturali. Anche se ora è confermata la disfunzione temporanea dell'ippocampo, la causa di tutto ciò rimane speculazione e mistero (possibile un meccanismo vascolare, comunque atipico, possibile un fenomeno con i caratteri biologici dell'emicrania, poco probabile un'origine epilettica o ancora più esotica come quella psicodinamica proposta da un gruppo di ricerca italiano).
10:00:42 AM    




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Ultimo aggiornamento: 8-11-2004; 13:51:15.