tratta vari argomenti importanti tra cui cefalea ed emicrania, epilessia, sclerosi multipla, Parkinson, nevralgia del trigemino, demenza, ictus cerebrale, paralisi di Bell e tremore essenziale. Niente è perfetto e sono due gli inconvenienti principali di"Clinical Evidence" in italiano: i riassunti spesso non riflettono l'ultimo stato dell'arte, molti sono aggiornati alla metà del 2001. Inoltre, molte questioni e molte terapie, anche importanti, non sono ancora trattate. In ogni caso, "Clinical Evidence" è uno strumento nuovo e utilissimo per promuovere un approccio terapeutico razionale, efficace e spesso anche economico.
Nota (giugno 2004): purtroppo sono stati bloccati nel frattempo i link riportati qui sopra e si trova un anonimo "In corso di pubblicazione" da tutte le parti...speriamo
Per chi legge in inglese, sono molto raccomandabili alcuni recenti articoli del
British Medical Journal che illuminano la problematica di una medicina basata solo sull'evidenza rigorosa. Questa problematica può essere riassunta nel titolo di uno degli articoli:
"Absence of evidence is not evidence of absence". Un altro
editoriale analizza perché molti medici del passato e del presente usino trattamenti inefficaci, perfino quando sanno che sono inefficaci. Un terzo
articolo propone scherzosamente un'analisi di tutti gli studi sull'uso del paracadute contro la mortalità associata alla caduta libera e conclude che l'uso del paracadute non può essere raccomandato perché non ci sono studi che dimostrino la sua efficacia. Da tenere in mente infine che molti disturbi regrediscono spontaneamente (con o nonostante l'intervento del medico), citando Voltaire: "L'arte della medicina sta nell'intrattenere il paziente mentre la natura cura la malattia".
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