TIA e rischio di ictus cerebrale - nuovi dati
Secondo un nuovo studio inglese di prossima pubblicazione sul British Medical Journal già disponibile online, il rischio di ictus cerebrale dopo un attacco ischemico transitorio (TIA) è molto maggiore di quanto finora pensato (circola la cifra di 4% dopo un mese, ma questi dati sono vecchi e probabilmente errati perché sono sempre stati raccolti in modo retrospettivo, con l'effetto di non considerare pazienti che hanno subito ictus molto invalidanti o mortali). Le nuove cifre, raccolte con la collaborazione attiva dei medici di base e in modo prospettico su una popolazione larga, sono impressionanti: 8% dei pazienti con TIA avranno un ictus entro una settimana, 11.5% entro un mese e 17% entro tre mesi. Ancora più alto il rischio se non si è trattato di un TIA (scomparsa dei sintomi entro 24 ore), ma di un piccolo ictus con qualche sintomo residuo: 11.5% avranno un altro ictus entro una settimana, 15% entro un mese e 18.5% entro tre mesi. Lo studio conclude che le attuali linee guida britanniche di valutare pazienti con TIA entro due settimane sono inadeguate e che i pazienti andrebbero valutati per la presenza di fattori di rischio (soprattutto fibrillazione atriale e stenosi delle carotidi) nella stessa giornata o entro pochi giorni per instaurare, se possibile, le necessarie misure preventive.
Sull'ultimo numero di Stroke invece un' ulteriore conferma che l'acido folico, una vitamina del gruppo B contenuta soprattutto nella frutta e verdura fresca (negli Stati Uniti ormai viene addirittura aggiunta ai cereali e alla pasta durante la produzione), riduce il rischio vascolare e con ciò il rischio di ictus cerebrale. Vedete anche questa e questa precedente notizia su neurologia.it.
11:24:01 AM
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