Basta un poco di zucchero...: la polipillola
Sul British Medical Journal di questa settimana una proposta sostenuta da due professori di Londra per creare una 'polipillola', che conterrebbe in una unica pillola sei molecole di cui si è già ampiamente dimostrata l'utilità, se somministrate singolarmente, per ridurre l'incidenza delle malattie cardiovascolari (prima causa di morte), ictus cerebrale incluso (prima causa di disabilità). Secondo gli autori, che per arrivare alle loro conclusioni hanno analizzato 750 studi clinici con un totale di 400.000 partecipanti, la superpillola ridurrebbe il rischio generale di ammalarsi del 80% se data indiscriminatamente a tutte le persone sopra i 55 anni. Un terzo delle persone trattate guadagnerebbe 11 anni di vita senza infarto o ictus. Solo il 2% dovrebbe terminare la cura per effetti collaterali e solo 1 persona su 10.000 potrebbe avere effetti collaterali fatali. Ovviamente, la proposta (per quanto valida) è provocatoria e suscita le reazioni critiche dei guardiani della scientificità che (con qualche ragione) sostengono che un simile approccio di distribuzione indiscriminata di farmaci multipli vada sperimentato prima di proporlo. Inoltre, non sarebbe possibile prevedere l'effetto della combinazione di sei farmaci avendo a disposizione dati ricavati dalla loro singola sperimentazione. Chi comunque volesse non aspettare le lunghe sperimentazioni cliniche, ecco qui la ricetta. Gli ingredienti sono aspirina, una statina, un beta-bloccante, un diuretico tiazidico e un inibitore ACE (gli ultimi tre a dosaggio dimezzato). Inoltre, acido folico (una vitamina sicuramente innocente) che abbassa i valori di omocisteina, un dimostrato fattore di rischio non solo per l'arteriosclerosi ma anche per la malattia di Alzheimer e altre demenze (v. questa notizia su neurologia.it). Tutti gli ingredienti sono disponibili anche in Italia, per cui chi convincesse il suo medico a fare una ricetta potrebbe già fabbricarsela. Un ultimo aspetto degno di nota: i proponenti sostengono che la pillola è molto economica in quanto può usare farmaci generici di cui è scaduto il brevetto. Loro stessi, intanto, hanno chiesto il brevetto (e il marchio registrato 'Polypill'). Non per gli ingredienti, ma per l'idea di metterli in una singola pillola. Il fatto che con tutto ciò trovino il sostegno in un editoriale del rinomato British Medical Journal suscita clamore. Per chi riesce a leggere in inglese ed è familiare con i criteri di una ricerca 'seria', buon divertimento!
12:24:09 PM
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