Emicrania: una nuova opzione
La farmacoterapia profilattica dell' emicrania spesso non è semplice. I beta-bloccanti sono farmaci di prima scelta, ma molti pazienti con emicrania soffrono anche di pressione bassa, per cui sono utilizzabili solo con difficoltà. La flunarizina causa un incremento del peso e può avere effetti collaterali tendenzialmente irreversibili, altri calcio-antagonisti sono meno efficaci. Gli antiepilettici spesso non sono ben tollerati. Gli antidepressivi non vengono assunti perché i pazienti non si sentono depressi... Ebbene, adesso c'è una nuova opzione, uno studio pubblicato su JAMA di oggi arricchisce il corredo terapeutico di una nuova classe di farmaci, gli antagonisti del recettore ACE (enzima convertitore dell'angiotensina). Lo studio norvegese ha dimostrato in 60 pazienti l'efficacia del candesartan verso placebo, ed è possibile che funzionino anche altri appartenenti a questa classe di farmaci (losartan, irbesartan, valsartan) che è stata introdotta solo recentemente nella terapia antipertensiva. In questo modo un altro farmaco antipertensivo si è rivelato efficace contro l'emicrania. Apparentemente un paradosso, considerando che la maggior parte dei pazienti con emicrania ha la pressione già bassa. Non è noto il meccanismo esatto con cui agiscono i farmaci antipertensivi nell'emicrania. Dovrebbe comunque essere coinvolto il loro effetto rilassante sulla parete dei vasi sanguigni cerebrali la cui reattività è alterata nell'emicrania.
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