P2P (Papyrus to PowerPoint)
Sul British Medical Journal di domani tre articoli (1, 2, 3)che descrivono e prospettano come stia cambiando il mondo delle pubblicazioni medico-scientifiche dopo l'avvento del Word Wide Web. Si dipingono quattro scenari per il futuro: 1) Cambia poco, i giornali che esistono continuano, rimangono di carta e oltre a ciò vanno anche in rete pubblicando più speditamente. Rimangono in atto ruolo, potere e profitto delle tradizionali case editrici (è quello che è successo finora). 2) Si pubblica solo in rete, rimangono comunque le case editrici ('publisher') tradizionali, ma guadagneranno di meno oppure dovranno raggiungere utenze molto più grandi. 3) Le case editrici spariscono e si creano grosse organizzazioni internazionali che producono e amministrano l'informazione distribuita elettronicamente a basso costo. 4) Le case editrici spariscono e si organizzano nuove forme di 'conversazione globale elettronica'. E qui si parla di email e di bulletin board per essere connessi a una varietà di 'comunità elettroniche' che riflettono i propri interessi e specialità professionali. Ovviamente di weblog per ora nessuna menzione. Sarà per il prossimo Natale. Il mondo medico è conservatore e per ora riconosce un P2P ('Papyrus to PowerPoint') come ultima sua conquista.
Come sempre, tutti gli articoli del BMJ sono online in forma integrale e gratuita. Ma è un'eccezione: la maggior parte dei giornali medici e scientifici tradizionali fa leggere solo il riassunto ('abstract'), l'articolo intero è disponibile solo per chi è abbonato o per chi paga (riflettendo il modello tradizionale di un 'medical publisher'). Per chi non è del campo bisogna spiegare che le pubblicazioni medico-scientifiche si differenziano dal giornalismo comune in quanto non sono 'chiacchiere', opinioni o semplici reportage di fatti avvenuti, ma rappresentano la comunicazione di nuovi risultati della ricerca clinica o scientifica che richiede anche una esatta descrizione e giustificazione dei metodi con i quali i risultati sono stati ottenuti e delle conclusioni che vengono tratte. Si tratta di contenuti spesso complessi che subiscono sempre un controllo di qualità ('peer review') prima di essere pubblicati. Più rinomato è il giornale, più severa diventa la selezione (anche se le raccomandazioni non mancano...). Una selezione attuata da esperti, messi a disposizione dalla reputazione del giornale per il quale lavorano in genere gratuitamente (essere 'editor' o 'reviewer' per un importante giornale è una bella voce nel curriculum). Ed è questo il nocciolo del business dei tradizionali 'publisher' che vivono dai costosi abbonamenti soprattutto da parte delle biblioteche universitarie e che stanno al centro di un complesso intreccio di interessi (numero di pubblicazioni = carriera accademica del ricercatore - i dati pubblicati possono avere enorme impatto economico per le compagnie farmaceutiche, le università o i dipartimenti coinvolti - gli esperti incaricati nel controllo di qualità possono essere pagati dalle compagnie farmaceutiche - gli stessi esperti spesso sono colleghi di chi pubblica e possono con il loro giudizio bloccare o facilitare la concorrenza). Un sistema molto intricato e per questo finora relativamente statico. Comunque in evoluzione e il BMJ gratuito per tutti lo prova. Buona lettura.
10:47:17 AM
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