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8-10-2002
 
Statine contro la Sclerosi Multipla?

Oggi su Neurology (Giornale dell'American Academy of Neurology):

Sclerosi multipla: Le statine (farmaci anti-colesterolo già in largo uso nella prevenzione delle malattie cardiovascolari ed eventualmente anche efficaci per la prevenzione della malattia di Alzheimer) potrebbero in futuro aggiungersi al corredo dei farmaci immunomodulatori usati per stabilizzare il decorso della sclerosi multipla. Questo studio analizza vari marker dell'attività linfocitaria in linfociti prelevati da pazienti e soggetti sani e conclude che l'effetto delle statine in vitro è simile a quello del beta-interferone. Saranno necessari studi clinici per dimostrare un reale effetto terapeutico (in questo momento è in corso solo uno di fase II che valuta la sicurezza della simvastatina in pazienti con SM). Le statine sono risultate comunque già attive in uno studio su un modello animale della SM e sono state recentemente proposte come nuova classe di farmaci immunomodulatori. Rispetto alle terapie attuali avrebbero il vantaggio di essere molto più economiche (il brevetto della lovastatina è già scaduto e anche le altre statine sono disponibili ad un prezzo irrisorio rispetto a quanto le compagnie farmaceutiche chiedono per la terapia con beta-interferone o copolimero: più di mille euro al mese). Inoltre possono essere assunte per via orale e non richiedono iniezioni.

Sempre sulla sclerosi multipla uno studio preliminare dell'Università di Sassari sul significato di un retrovirus che si trova nel liquor della metà di pazienti al momento della diagnosi. La sua presenza potrebbe indicare una tendenza ad una progressione più rapida.

Cefalea:Studio dettagliato su tempi, dosaggio e rischio con cui i farmaci antidolorifici inducono invece una cefalea da abuso di analgesici. Più a rischio sono i triptani, che inducono una cefalea con caratteri dell'emicrania, mentre derivati dell'ergotamina e analgesici classici inducono più una cefalea di tipo muscolo-tensivo.

Mild cognitive impairment e malattia di Alzheimer: Il mild cognitive impairment (MCI, decadimento cognitivo lieve) è considerato lo stadio iniziale della malattia di Alzheimer. Viene proposto un algoritmo computerizzato per una diagnosi semplice e accurata. Un altro studio descrive il tasso di progressione tra MCI e Alzheimer e conclude che la velocità di progressione aumenta con l'avanzamento della malattia, mentre non sono individuabili altri fattori che possano predire la progressione nel singolo paziente.

Nuova evidenza di un'associazione tra demenza fronto-temporale e sclerosi laterale amiotrofica già descritta in passato.

Secondo uno studio randomizzato gli analgesici oppioidi sono efficaci nella nevralgia posterpetica (tradizionalmente sono considerati più efficaci gli antidepressivi triciclici e i farmaci antiepilettici come la carbamazepina o la gabapentina).

Indice di tutto il fascicolo (abstract per tutti, articoli integrali solo per gli abbonati).
11:53:12 AM    




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Ordine dei Medici di Bari (Nr 11883)
Ultimo aggiornamento: 8-11-2004; 13:45:20.