
Questo lavoro è stato ritirato nel settembre 2003 dopo che gli esperimenti non erano ripetibili. Le scimmie avrebbero per errore ricevuto metanfetamina ('speed') invece di ecstasy.
Un lavoro pubblicato oggi su Science dimostra per la prima volta che nelle scimmie (e il cervello umano non è molto diverso) l'assunzione di ecstasy, se ripetuta più volte (come ad es. durante una notte in discoteca), distrugge le cellule nervose che producono dopamina. L'ironia della sorte vuole che quelle cellule siano essenziali per muoversi bene, la loro mancanza provoca la malattia di Parkinson caratterizzata da movimenti lenti e rigidi e tremore. Altro che discoteca... Già negli anni settanta l'uso di una droga chimica ha provocato un'epidemia di Parkinson giovanile in California e ha 'creato' un modello animale del Parkinson che ancora oggi è in largo uso tra i ricercatori. Inoltre sembra che altre sostanze tossiche come ad es. i pesticidi possano causare la malattia. Un articolo sul New York Times di oggi descrive lo studio e cita anche le voci critiche secondo cui le dosi usate sarebbero troppo alte e non realistiche (2 su 10 scimmie sono addirittura morte). Comunque sia, lo studio dimostra che l'ecstasy ha un effetto specifico e tossico su quel tipo di neuroni che non sono rigenerabili e che dovrebbero durare una vita per muoversi bene per sempre e non solo qualche notte a vent'anni... La figura è tratta dalla pubblicazione e dimostra quanto sia diffusa la perdita delle cellule nervose negli animali trattati (aree verdi a destra).
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